Trouble Zine

Trouble Zine – Recensione

Avete mai sentito parlare dei Pay? In tutta franchezza, ho avuto pochissime occasioni per ascoltarli, ma questa volta mi è capitato tra le mani “La Ragazza col coltello”. L’ultimo lavoro della band milanese è un disco strano, divide e unisce dopo svariati ascolti. E’ un disco che mi riporta agli anni novanta, mischiando la musicalità della tipica rock band italiana con una mano tesa all’Inghilterra e tutte e due invece verso l’elettronica di Battiato.

La produzione del le dieci tracce è impeccabile: suoni giusti e volumi attenti , in cui la voce di Mr. Grankio si sposa per la maggior parte delle volte bene, anche se, pecca un po’ di ridondanza. Ma questa ridondanza ti porta a fissarti a fuoco nel cervello motivi come La Conquista Dell’universo, vera hit dell’album (è già presente un video che gira regolarmente su rocktv e affini); oppure in Zombies, dove sembra essere catapultati in un videogame nel quale i non morti sono tra noi in ogni angolo della città. Purtroppo per noi, questi Zombie sono vivi, siamo noi.

L’uso frequente del Synth è un tocco d’innovazione a quel corpo uniforme sonoro che prende vita da quest’album. Ma l’elettronica conta fino ad un certo punto, allora ecco che esce la vera anima rock’n’roll del gruppo, nella sua capacità di variare generi, di far sì che una canzone non sia mai diversa dalle altre, ma con una particolare impronta “alla Pay”. Una su tutte, Rischia Sempre D’Affogare, mi ha colpito per la sua semplicità, in grado però di farti immaginare di essere lì, accanto a lei e di sentire il rumore delle sue lacrime cadere.

Penso che come prima volta all’ascolto dei Pay il risultato sia positivo per entrambe le parti: mi sono piaciuti e hanno trovato un loro estimatore!

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